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NICKFALCO
Cronache dal luogo del delitto
26 dicembre 2007
REGALO DI NATALE

Il racconto riprende dopo le feste, ma non potevo aspettare tanto prima di mostrarvi il regalo del Munaciello...





permalink | inviato da NICKFALCO il 26/12/2007 alle 19:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
9 dicembre 2007
INCISO
 

Faccio un mestiere che ce n’è uno per quartiere che lo fa. E’ quello che ho sempre sognato di fare.: collego le questioni, indago fenomeni anomali. Ho 40 anni, 170 centimetri di altezza, 90 chili di peso e i capelli che se ne vanno. Sono laureato in legge ma non mi sono mai sognato di usare quella laurea. Dove vivo l'ho detto, come vivo è più complicato spiegarlo.


Diciamo che lavoro sia come dipendente che in proprio. Come dipendente prendo la mesata dal Capo Area, Giggino ‘o Merican’, coiffeur per copertura, chiamato così per i vari cappelli western presenti nel suo salone. Guardo in giro, ascolto, sento gli umori, misuro il clima, faccio da tramite con gli altri quartieri, parlo con gli scozzesi quando gli scozzesi arrivano, parlo coi politici quando i politici servono. Aiuto le difese a trovare prove e, qualche volta, sistemo le questioni.

Ma essendo vecchio del mestiere e fidato, posso esercitare anche in proprio (licenza Vicienz’ ‘a cartuscell’, zio di Giggino e suo predecessore come Area Manager): indagare sulle corna, sui figli tossici, sui minori svaniti nel nulla, sui padri ignoti, sui parenti lontani. E’ la parte più triste e meno remunerativa, ma è la mia quota sociale, il mio contributo a questo posto di merda!

(Si lo so, chi mi conosce storce il naso e ricorda mestieri diversi e poco sociali, tipo gestire una decina di troie sulla strada Americana o fare i viaggi da e per la Puglia. Ma tutti hanno una giovinezza sconsiderata… io mi sono persino laureato, poi per fortuna ho smesso!)

E’ per questo che ho accettato l’incarico di Enzuccio (e anche perché Nennella mi è sempre piaciuta…)




permalink | inviato da NICKFALCO il 9/12/2007 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
21 novembre 2007
21 novembre 2007
4 dicembre 2005

Alla terza canna Enzuccio se ne va. Al terzo Jack, alla seconda Fiesta, al primo Laphroaig comincio a pensare. Gli ho detto di si. Accetto. Senza chiedere permesso. Perché Vincenzo mi ha sempre fatto pena. Perché non gli devo niente ma agli sfigati come lui devo tutto. Sono il mio reagente, il mio contraltare: potevo fare un vita mediocre nel mondo ovvio degli uomini. Ho scelto il lato oscuro, perché con tutta questa munnezza faccio la mia figura. Grazie munnezza. Mi occuperò di te.


Io lo so che chi legge vorrebbe più notizie su chi scrive. Ma vi bastino poche note autobiografiche. Ho quarant'anni. Abito alla salita del Pianto. Su due piani. Ho un piccolo giardino, un cane, una voliera di uccelli di rete. Vivo con una troia stanca che non porta più soldi a casa da una vita. Ma cucina bene la tradizione. Mi piace cantare di tutto. Ho studiato, (quanto e più di voi), e non ho rimorsi.

Ho appuntamento lunedì a casa di Vincenzo. Comincio dalla camera di Nennella.





permalink | inviato da NICKFALCO il 21/11/2007 alle 18:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
14 novembre 2007
25 novembre 2005
 





DEVILS & DUST

Springsteen. Qualcosa dei vecchi tempi gli è rimasto. Lo sente a tutto volume. Si sente da fuori. Lo chiamo dal cancello. Il pitbull nel giardinetto fuori casa mi sbava addosso una rabbia immotivata.

Vincenzo abita un basso insospettato alle spalle del distributore, nello slargo della vesuviana. Un cunicolo porta ad un giardino che è il giardino delle meraviglie. Ha una voliera grande piena di cardellini e incardillati. Molti stanno a terra morti. Altri covano.
 
Tira dentro il cane, lo lega che continua a guardarmi male. Una sporcizia diffusa dalle tre galline che girano libere: guano, penne, merda di cane. Un tavolo e sopra al tavolo bottiglie di vino tappate artigianalmente. Cassette di frutta vuote, un cespuglio incolto, un albero di cachi. Gerani, piante grasse, secchi. Un giardino largo sei metri e profondo tre che sembra una giungla.

Entro e il fetore mi toglie il respiro. Sporco, fumo, una cucina economica, una stufa elettrica, ancora i mobili dei genitori neri, unti.

Abbassa il volume dello stereo, (uno stereo potentissimo, casse Bose in contrasto col resto), occhi lucidi e canna tra le dita. Attraversiamo la cucina, poi una stanza degli hobby (navi di tutte le dimensioni, a vari stadi di costruzione, colla, attrezzi), poi un salone con arredi da saponaro.

Mi fa sedere, mi offre un liquore indefinito, mi dice: "prima di cominciare devi sapere alcune cose, prima di cercare..." E comincia a parlare.




permalink | inviato da NICKFALCO il 14/11/2007 alle 22:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
10 novembre 2007
21 novembre 2005



IL PAZZO E LA SORELLA RAPITA

Vicienz' 'o pazzo non si è chiamato sempre così. Da piccolo lo chiamavano Enzuccio 23, e 23 sta per "lo scemo" nella smorfia, e poi Vicienz' 'o scem' da adolescente, che è lo stesso.
E' cresciuto nella gerarchia delle definizioni, grazie all'omicidio dei genitori nel 1980 e a sedici anni di manicomio criminale.
Volessi raccontarvi in sintesi i motivi, dovrei dire che lui non è mai stato tanto a posto con la testa, ma anche i suoi genitori tanto a posto non erano.
Il padre vendeva i palloni e i pulcinella nelle fiere di paese e la domenica mattina davanti alla chiesa, la madre era una mentecatta che sfornava figli in continuazione, per la maggior parte già morti o che morivano dopo poco. Delle trenta gravidanze avute erano rimasti solo lui e la sorella minore. E l'unica quasi a posto era questa (peraltro pure bella).
Quando Enzuccio è tornato riformato dal CAR di Taranto, ha scoperto che non solo il padre approfittava della sorella fin da quando era piccolissima, ma che, insieme a sua madre, avevano preso a venderla in un giretto di bavosi benestanti del quartiere. Per questo li ha ammazzati tutti e due.
Poi di sua sorella si è preso cura prima il prete, poi Tonino 'o mericano, (il mio datore di lavoro), che l'ha presa a servizio e si è preso cura pure di lui quando era dentro. Ora se ne occupa lui in prima persona, che pure lavora per Tonino, e gli porta la roba in giro per il quartiere.

Vincenzo è venuto a trovarmi l'altro giorno a casa. Gli occhi spiritati come al solito e un'irrefrenabile inquietudine che lo costringe a fumare e a muoversi in continuazione. Dopo mezz'ora passata a ricordarmi periodi comuni più o meno di fantasia, mi ha detto che sua sorella Nennella è sparita da una settimana.
Vuole sapere che fine ha fatto, vuole che gliela ritrovi, ha detto che può pagare.


(a suivre)




permalink | inviato da NICKFALCO il 10/11/2007 alle 23:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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Viste le numerose visite di Polizia Postale, Benemerita, pornografi ed erotomani vari, forse è il caso di precisare che questo non è un sito porno. Non è neanche come quelle radio private napoletane che con la scusa delle dediche mandano messaggi al mondo rinchiuso e in attesa di giudizio. E non è neanche un blog in quanto tale. Finge di esserlo. Il proprietario è figura di fantasia, così come tutti i personaggi citati. Potrebbe essere vero ma non lo è, per precisa scelta editoriale ed adolescenziale.



IL CANNOCCHIALE